Davvero strana l’isola dove Giovanna con il fratello Tommaso approda dopo un naufragio. Qui ci sono spiagge e palme e una barriera corallina. Un’isola tropicale come tante altre? No. Dove si è mai visto un’isola con negozi che vendono parole, un municipio per i matrimoni tra sostantivi e aggettivi, un ospedale per le parole malate e una fabbrica per costruire le frasi, con distributori automatici di articoli e orologi a pendolo per i modi verbali?
L’isola è una specie di ‘grammatica vivente’ in cui i due fratelli imparano a parlare in un modo nuovo, diventando consapevoli della ricchezza presente nella lingua e dell’amore necessario per tenerla viva, perché nominare una cosa vuol dire farla esistere, creare la realtà.
Un racconto poetico, evocativo, leggero, in cui tutto diventa occasione di giocare, per assaporare le parole, le frasi e i loro intrecci.
Età di lettura consigliata: da 7 anni.
